Upstairs
(Prodotto da Maurizio Di Qual&Morpheus)

1.Rain breath
2.Upstairs
3.Latin stoned
4.Strange Carillon
5.Arabian Carpet
6.In the Club
+ Bonus track: Jazz&Joint(s)
Un gruppo emergente composto da quattro ragazzi rispettivamente bassista, chitarrista, batterista e tastierista. I Morpheus si presentano dunque così, con un grande assente: il cantante. Ecco sorgere la prima impressione: non è da tutti i gruppi permettersi una configurazione del genere, al meno che non si sia davvero, ma davvero, bravi. Aggiungiamo pure che uno dei gruppi a cui chiaramente i ragazzi si ispirano sono i virtuosissimi Dream Theater, tra i gruppi progressive più sofisticati e tecnicamente eccellenti della scena. Ebbene, dopo le premesse si inizia l'ascolto di Upstairs, by Morpheus, gruppo nato a Udine, attivo dal 2002, che si presenta qui con il suo primo ep.
Ecco sfatato ogni dubbio, sciolta ogni riserva, la conferma! Con l'ottima abilità tecnica di ognuno dei quattro componenti, i Morpheus non fanno rimpiangere nemmeno per un istante la loro totale strumentalità. L'ispirazione è prog, con sorprendenti rivelazioni jazz, blues e metal.
Ecco Rain breath, primo brano in crescendo scandito dalla batteria, basso, a cui si aggiunge poi la tastiera. La configurazione continua così, incalzante, fino a circa il secondo minuto, quando una chitarra dal ritmo funky si associa, per poi diventare più aggressiva e travolgente per l'intera metà finale del brano.
Un intro di basso “jazzeggiante” apre la seconda traccia, Upstairs. Poco dopo il primo minuto l'entrata della chitarra evidenzia un omaggio a sonorità “santaniane”, trascinando l'intera traccia in tal senso. Intorno alla fine del secondo minuto poi, la chitarra si fa davvero calda e travolgente, determinando il clou apicale del pezzo. Dal quarto minuto la tastiera dilaga prendendo per qualche decina di secondi il possesso del ritmo. Unico neo l'ultimo minuto circa, forse di troppo per una canzone che sarebbe perfetta anche della durata tonda di 6 minuti.
E' stavolta la chitarra ad accoglierci all'inizio del terzo brano, Latin stoned, con una melodia più limpida e lineare ma intensa. Il ritmo incalza, si arricchisce all'arrivo della tastiera, sempre brillante. Dal secondo minuto la melodia si fa più corposa e variegata, ed ecco dalla metà del terzo minuto un ritmo jazz, ora più veloce, ora più lento, sempre molto originale e tecnicamente organico,
che riscalda l'ambiente e strappa un sorriso sorpreso.
Una tastiera molto più romantica apre il quarto brano, Strange carillon, rompendo coi ritmi delle tre tracce precedenti. A seguire batteria e chitarra in linea a creare un atmosfera più delicata.
Il quinto brano, Arabian carpet, in linea col titolo, apre con note orientali continuando quello che ormai si può definire un trip pieno di sorprese musicali. Ecco un netto stacco e il ritorno a ritmi più crudi e heavy delle prime tracce, che continuano per i quasi sei minuti del brano.
Suoni d'ambiente e voci confuse aprono l'ultima traccia, In the Club, che non sta mai ferma e che forse vorrebbe essere la summa delle sonorità del gruppo. Rumore di bicchieri e poi.. di nuovo i ritmi jazz di cui già si sentiva la mancanza. Partenza soft al completo di strumenti poco dopo il primo minuto. Il ritmo incalza poi gradualmente, ed ecco al secondo minuto un'interessante chitarra scandire un ritmo chiaro, al terzo il ritmo torna heavy grazie al lavoro combinato di batteria e chitarra, continuando su questa scia per i due minuti finali, con una melodia che vede gli strumenti attaccarsi e abbracciarsi in una danza che sembra tutta loro.
Al sesto minuto la sesta traccia termina, e dopo un minuto i Morpheus ci concedono una bonus track, Jazz and Joint(s), dall'intro "jazz/funky-eggiante", veloce e dinamica, ma sempre molto pulita e lineare nei suoni. La batteria conferisce al pezzo un ritmo estremamente possente. La chitarra distorta al nono minuto fa raggiungere al gruppo un meritato voto top. Al termine dell'assolo parte un ritmo quasi ipnotico più aperto e gioioso. Alla metà del decimo si cambia di nuovo, si torna heavy, si torna aggressive e distorti, e poi veloci e abilissimi con collaborazioni della chitarra con batteria prima e tastiera poi. Un tempo non ovvio per la batteria accompagna questa scarica di adrenalina musicale che è l'ultimo pezzo della bonus track.
La musica dei Morpheus - che lascia trapelare quella presunzione che in un gruppo emergente con ottime qualità non guasta - non concede tregua. E' un continuo avvicendarsi di melodie miste ed eterogenee tra loro, legate in modo sorprendente, che creano pezzo dopo pezzo un vero e proprio trip musicale la cui conclusione è un fiero annuire per il bravissimo ed eclettico gruppo prog/jazz/heavy... dei Morpheus.
Elena Ciofalo
[5/5]

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